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Molti hanno la convinzione che le multinazionali sono il demonio e sarebbero disposti a qualunque cosa pur di “essere contro”. Ma è un dato di fatto che oramai la globalizzazione e internet stanno velocemente cambiando il mondo e la nostra quotidianità.

Quindi, sappiate che questo modo di pensare potrebbe danneggiare tutto il vostro lavoro SEO. Già perchè se vi preme raggiungere un buon Page Rank su Google, dovete rispettare le regole che la multinazionale in questione (sul suo motore di ricerca) ha stabilito. Altrimenti il rischio è quello di incorrere nelle penalità di Google che non solo potrebbero farvi perdere visibilità, ma addirittura farvi bannare.

Come abbiamo già spiegato in un precedente articolo, i motori di ricerca impiegano degli algoritmi per stabilire l’attendibilità e la reputazione di un sito web, ed assegnarne il posizionamento nei risultati.
Migliore sarà la qualità dei link presenti nel nostro sito, migliore sarà anche la nostra reputazione agli occhi di Google. Allo stesso modo se i nostri link saranno scadenti, come quelli acquistati massivamente o peggio ancora se rimandano a siti già segnalati oppure già bannati da Google per comportamenti scorretti, verremo a nostra volta penalizzati.

Anche i contenuti sono importanti e Google ha studiato degli algoritmi che riescono a capire se li abbiamo duplicati (oppure copiati da altri siti web) magari rimaneggiandoli malamente, riempiendoli di parole chiave che ne rendono la lettura poco fruibile.

L’obiettivo che TUTTI i motori di ricerca stanno cercando di raggiungere negli ultimi tempi, è quello di riuscire a fornire risultati pertinenti e di qualità all’utente che effettua una ricerca.

Fortunatamente “mamma Google” ci tiene ad avere contenuti buoni, accessibili e fruibili dai suoi utenti. Per questo ha creato e messo a disposizione di tutti la Google Search Console che ci consente non solo di capire come veniamo trovati e quali sono i nostri contenuti più ricercati, ma anche chi sono i siti che linkano alle nostre pagine, la qualità dei nostri link in uscita, se siamo visualizzati in modo ottimizzato anche da mobile e sopratutto ci dice come veniamo “letti” dagli algoritmi, segnalandoci eventuali problemi presenti nelle nostre pagine, così da correggere i nostri errori e prevenire le penalità di Google.

Proviamo a fare una piccola check-list dei comportamenti da evitare per non farci penalizzare e perdere posizioni:

  • EVITIAMO LE PENALITÀ DI GOOGLE

    Ricorda che il nostro sito per essere trovato ha bisogno dei motori ricerca, quindi rispetta le regole fin da subito per evitare di incorrere in penalità
  • SIAMO NOI RESPONSABILI PER IL NOSTRO SITO

    Un motore di ricerca non toglierà una penalità solo perché non sapevamo che stavamo commettendo un’infrazione, quindi cerchiamo di stare attenti e fare scelte assennate
  • CONFIGURIAMO E USIAMO LA SEARCH CONSOLE

    Esiste, ci aiuta e funziona! Quindi perché non usarla anche per evitare le penalità di Google?
  • BASSA QUALITÀ EQUIVALE AD ALTO RISCHIO

    L’abbiamo già detto e non smetteremo mai di ripeterlo: link di bassa qualità, aumentano il rischio di essere penalizzati. Quindi: NON ACQUISTIAMO LINK a pagamento e non partecipiamo a campagne massive per lo scambio dei link. Se un algoritmo identifica il sito padre, in pochi secondi troverà anche tutti i suoi discepoli.
  • IMPOSTIAMO I FILTRI ANTI-SPAM

    Se scopriamo un sito appartenente ad una link farm che ha un collegamento al nostro sito, dobbiamo inserire un filtro antispam per bloccarlo e segnalarlo a Google 
  • CONTROLLIAMO LE QUERY

    Accertatevi che il vostro sito non faccia uso di query automatiche che sfruttano le api di Google e che contravvengono alla politica aziendale.
  • NON DUPLICHIAMO I CONTENUTI

    Evitiamo di creare pagine che riportano sempre lo stesso contenuto, modificando solo la parola chiave: Google se ne accorge!
  • NON ESAGERARE CON GLI ANNUNCI

    Se le nostre pagine contengono pochissimo testo originale e sono piene zeppe di annunci, siamo a rischio di penalità
  • NON SBEFFEGGIATE LA SEO

    Ebbene si, è successo: siti che affermavamo che la SEO era una “stronzata” sono incappati nelle penalità da Google perché diffamanti

In conclusione, il modo migliore per fare SEO è creare contenuti di qualità e interessanti, con link genuini che ci creino una reputazione solida.
Evitiamo le scorciatoie ed armiamoci di un po’ di pazienza, perché alla fine il nostro duro lavorò e la costanza verranno premiati!